venerdì 17 luglio 2015

78. La tomba di Dracula

Alcuni ricercatori credono di aver trovato la tomba di Vlad Tepes III, meglio conosciuto come Vlad l'Impalatore, nonché quello che viene considerato il vampiro per eccellenza.
E cosa decidono di fare questi ricercatori quando scoprono una tomba che forse appartiene al vampiro più potente di tutti i tempi? Ovvio: vogliono aprirla, naturalmente!
Vlad l'Impalatore visse nel 15° secolo, aveva un debole per la tortura ed era davvero bravo. E anche se non aveva nulla contro le mutilazioni genitali, la scuoiatura, i roghi o l'ebollizione, la sua vera passione era l'impalamento, da cui, come ben sappiamo, il soprannome. Ma nel 1476 Vlad andò in battaglia e non tornò più. Si disse che era stato ucciso in battaglia fra il 31 ottobre e il 31 dicembre, ma ci fu anche chi testimoniò di averlo visto portare via in catene. In ogni caso, nessuno seppe mai che cosa gli fosse successo ... fino ad ora, pare.
Tutto inizia nel 2014, quando una studentessa, Erika Stella, lavorando ad una tesi sulla chiesa di Santa Maria la Nova, a Napoli, trova una lapide che crede appartenga a Vlad. L'ipotesi di Stella viene sostenuta dallo studioso di storia medievale Raffaello Glinni, dal fratello di questi, Giandomenico, ricercatore presso l'Università di Tallin in Estonia, e da Nicola Barbatelli, direttore del Museo delle popolazioni antiche in Italia. La squadra concentra l'attenzione sui bassorilievi presenti sulla tomba, facendo notare come i simboli presenti siano assolutamente fuori luogo in Italia, in una cripta piena di nobili italiani.
"Quando si guardano le sculture in bassorilievo, il simbolismo è evidente", ha detto Glinni. "Il drago significa Dracula, e le due sfingi opposte rappresentano la città di Tebe, nota agli antichi egizi come Tepes. In questi simboli, è scritto il nome stesso del conte Dracula Tepes. "
Secondo i ricercatori, il Principe Vlad III di Valacchia venne in realtà fatto prigioniero dai turchi e poi riscattato dalla figlia, Maria Balsa, che era stata portata alla corte napoletana all'età di sette anni e aveva poi sposato il conte Giacomo Alfonso Ferrillo: pagò lei il riscatto ha pagato il riscatto e Vlad visse il resto della sua vita a Napoli. Dopo la sua morte, fu sepolto nella chiesa di Santa Maria Nova nella tomba della famiglia Ferrillo.
Ora il gruppo di ricercatori sta cercando di ottenere dal governo italiano il permesso di aprire la tomba e confermare la sua teoria. Il governo italiano non si è ancora pronunciato.
Le "prove" che i "ricercatori" presentano a sostegno della loro ipotesi fanno acqua da tutte le parti... e quando si parla di Vlad non posso proprio lasciar correre...
Prima di tutto, faccio notare al signor Glinni (tarpano che non sei altro) che Vlad non era un 'conte', come il suo omonimo immaginario, ma era un voivoda (cioè, un principe). Inoltre, è vero che il drago era l'elemento distintivo principale dell'Ordine del Dragone (a cui il padre di Vlad III apparteneva), ma nessuna delle raffigurazioni dell'Ordine del Dragone assomiglia a quella sul bassorilievo italiano (tutto piumette e nappine... ve prego!). I documenti storici lo associano allo stemma di Matteo Ferrillo, suocero di Maria Balsa. Il simbolo del drago non era certo raro negli stemmi delle nobili casate.
Per quanto riguarda le sfingi, la connessione Tebe / Tepes non regge. Se Tebe è un toponimo greco, Tepes è una parola turca e significa "Impalatore". Ed è improbabile che il soprannome Tepes sia stato utilizzato nel corso della vita di Vlad, poiché era un soprannome negativo ed era considerato un insulto. Vlad, nato tra il 1428 e il 1431, probabilmente a Sighişaora, in Transilvania, si era infatti guadagnato quel soprannome infame per i suoi metodi di esecuzione crudeli. Durante la lotta contro Mehmed II dell'impero ottomano, nel 1462, impalò circa 20.000 persone fuori dalla città di Târgoviște. Lo spettacolo fu così scioccante che gli ottomani si ritirarono a Costantinopoli.
Per quanto riguarda la figlia segreta di Vlad, la figura storica di nome Maria Balsa esiste, ma non vi è alcun documento che la leghi a Vlad, i cui figli registrati sono solo maschi.
La maggior parte degli storici ritengono che Dracula sia stato ucciso su una strada tra Bucarest e Giurgiu, in Romania, nel corso di una lotta per riconquistare la Valacchia dal sovrano turco Basarab Laiota.
Laiota decapitò Vlad e inviò la testa come trofeo a Costantinopoli.
Il corpo venne sepolto senza ornamenti fastosi né una lapide particolare nella chiesa più vicina legata al suo nome, che secondo lo storico medievale Constantin Rezachevici (ricercatore capo, con l'Istituto Nicolae Iorga, dell' Accademia della Storia Romena), era il monastero di Comana, costruito da Vlad III stesso e demolito circa un secolo dopo la sua morte.






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